Archivio della categoria: Riscaldamento psico motorio

Le isole




Le isole in particolare possono servire a visualizzare la composizione del gruppo riguardo al vissuto. In questo caso si pongono teli differenti che esprimono un dato oggettivo delle persone.

Ad esempio, vengono posizionati nella sala cinque teli; uno per ogni fascia di età relative a diverse classi di catechismo. Il gruppo dei catechisti presenti si avvicina a quello della fascia che anima. Si può a questo punto suscitare una condivisione tra le persone della stessa isola ed esprimere, ad esempio, come vive il rapporto con il proprio gruppo.

Questa sociometria si può concludere con una condivisione generale, dove uno solo per ogni gruppo condivide con gli altri.

Le sociometrie




Non sempre è utile e “fluido” chiedere il bisogno/desiderio. Alcune volte può essere più opportuno far esprimere una sociometria (schieramento del gruppo nello spazio); ad esempio  “quelli che si sentono più vittime si mettono alla mia sinistra e quelli che si sentono più carnefici alla mia destra”. Anche questa diversa consegna raggiunge comunque l’obiettivo di una maggior consapevolezza personale rispetto ai propri vissuti legati al tema in oggetto e quindi incrementa la motivazione che porterà ad un ascolto profondo del brano biblico che sarà proposto.

 

I giochi di ruolo




Prima di prendere contatto con il testo biblico è utile attivare/riscaldare i ruoli ad esso legati.
Un esempio: se il brano parla di uno zoppo risanato, si può far sperimentare e attivare lo zoppo che è in noi e la bellezza legata al poter camminare liberamente e con sicurezza. In questo caso il facilitatore, mentre i partecipanti riprendono a camminare nella sala, potrebbe chiedere:
“Ora fermatevi; chiudete gli occhi e quando al mio via li riaprirete, non sarete più voi stessi ma una persona zoppa. Via…, cammina sei una persona zoppa; senti come è il tuo passo… l’emozione che provi… Chi vuole la esprima ad alta voce”. Poi potrebbe attivare un altro gioco di ruolo, sul versante opposto: “…sei un giovane che cammina liberamente e con sicurezza per strada…”.

Utilizzo di foto e video




Stralci di video tratti da films conosciuti o meno o video preparati ad hoc possono aiutare ad entrare nella tematica generale.

Nella comunicazione del tema possono essere inoltre utilizzate delle immagini, non solo foto e/o disegni ma anche opere artistiche. L’uso di questo strumento, se da una parte dipenderà dalla sensibilità artistica del facilitatore, dall’altra sarà dettato in modo particolare dalla tipologia dei partecipanti, che devono possedere quella capacità simbolica per interpretare l’immagine e coglierne il contenuto rispetto al tema. Se non c’è questa capacità, infatti, c’è il rischio che, anziché facilitare la comprensione del tema, la si renda più difficile, soprattutto se questa mediazione avviene attraverso opere d’arte comprensibili pienamente solo da “addetti ai lavori”.

L’immagine può essere utilizzata in vario modo[1]:

  • con la semplice descrizione sul tema;
  • con la scelta di spiegazione simbolica di alcuni aspetti particolarmente centrali rispetto al tema…

[1]     Si vedano altre modalità descritte nella fase di incontro con la Parola, pag. 75.

Utilizzo di storie, messaggi, poesie…




Esistono numerosi racconti, messaggi o brevi poesie che aiutano a trasmettere un’idea e tante emozioni ad essa correlate. Questi possono aiutare ad entrare in modo immediato nel tema. A volte questi stessi espedienti possono essere completati da oggetti simbolici.

Far emergere il tema dai partecipanti



A  volte,  soprattutto in caso di gruppi creativi, già abituati a modalità attive e interattive, può essere stimolante far emergere la tematica dal gruppo stesso. Ad esempio affidando a sottogruppi aspetti o parti del tema, che il gruppo dovrà rendere “visibili” in modo creativo, attraverso una scena, un mimo, un cartellone, un’opera creativa. Il gruppo stesso può venir interpellato ad interpretare l’opera del sottogruppo. Al termine, il gruppo elabora il titolo sintesi del tema.

La scultura della tematica con i teli




Ogni partecipante viene invitato a rappresentare simbolicamente il tema con un telo, scegliendo un colore, dando una forma e ponendolo sul pavimento. Nel porre il telo al centro del gruppo, il partecipante terrà sociometricamente presente i teli già posti dagli altri. Ne risulterà una scultura astratta di gruppo. Nel posizionare il proprio telo ognuno spiegherà il colore, la forma e l’emozione che vi associa.

Possibili prosecuzioni – approfondimenti:

  1. Ognuno può dare un titolo alla statua complessiva e cogliere l’emozione che lo accompagna.
  2. Ognuno associa un oggetto o un sasso, preso dalla stanza o personale, che rappresenti una parte di sé che associa alla scultura e lo posiziona sui teli, in posizione scelta, commentando. Gli oggetti possono anche essere due, tra loro contrapposti; infatti può essere posizionata anche la parte che sento più lontana o di ostacolo rispetto allo sviluppo positivo del tema.
  3. Ognuno può dare un messaggio al gruppo, dopo aver visto l’insieme del lavoro.
  4. Ognuno può riprendersi gli oggetti ed il proprio telo, al termine, dando una nuova ridefinizione delle proprie parti rispetto alla tematica. Alla luce del confronto effettuato, le ricolloca simbolicamente, rielaborate, dentro di sé.

 

Una scultura creata con i teli sul tema dello Spirito Santo

 

Anche in questo caso, come nel precedente, a questa esperienza può seguire anche un’immaginazione facilitata. Vista la complessità simbolica, questo strumento non è adeguato a gruppi di partecipanti minori di 16 anni.

Utilizzo di simboli




Il facilitatore snocciola gradualmente i diversi contenuti. Man mano che questi emergono, possono venir evidenziati e distinti attraverso la posa, al centro della scena, di simboli specifici. Potrebbero essere ad esempio teli colorati, dando loro una forma ed una specifica posizione rispetto agli altri, al fine di meglio interpretare quell’elemento. Piano piano la tematica complessiva viene concretizzata al centro da una composizione articolata di teli colorati e/o da oggetti simbolici.

 

I sassi:  oggetti con alto valore simbolico

 

A questa presentazione possono seguire alcune consegne, variabili a seconda del livello di confronto interattivo voluto e del tempo a disposizione. I partecipanti possono essere invitati a (tendenzialmente il facilitatore sceglie una tra queste consegne):

– dare un titolo alla composizione e a cogliere l’emozione che essa comunica;

associare una propria immagine o pensiero;

– andare vicino, uno alla volta, ad un elemento della composizione, se vogliono, prendendone contatto, rigirando l’elemento tra le mani, per poi fare inversione di ruolo[1] con tale elemento dicendo: “sono….(il nome di quella parte del tema) e quale parte di… (il tema complessivo) mi sento…”

A questo punto, potrebbe seguire un’immaginazione facilitata[2] volta a favorire il rispecchiamento e l’emersione di un’immagine personale relativa al tema. Ne seguirebbe ovviamente la condivisione in gruppo.

Questo strumento può essere usato anche per approfondire la Parola.

 

Mani in movimento



A partire dalla statua di gruppo o da altre eventuali posizioni precedentemente create (anche un semplice cerchio tenuti per mano), si possono invitare i partecipanti, accompagnati da una musica, a “danzare” esprimendosi nello spazio, senza però mai smettere di “toccare” le mani di un altro, e cercando di raggiungere tutti i partecipanti. Si unisce così movimento a vicinanza.

La statua di gruppo


Si invitano i partecipanti a disporsi, uno accanto all’altro, in modo da formare una “statua” che esprima il gruppo o qualche emozione (ad es. gioia, accoglienza, aiuto, comprensione…). Per valorizzare l’immagine che ne esce si possono invitare le persone, una alla volta, ad uscire e “vedere” la statua di gruppo, esprimendo con una parola il sentimento o emozione che suscita.