Archivio della categoria: Foglietto partecipante PCP

Gli ultimi tempi: già e non ancora (Mc13,24-32) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo (Mc 13,24-32)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

 


Per la meditazione personale

  1. I colori degli ultimi tempi. Guardiamo alla nostra vita: sarà che la nostra vita si colora, molto o poco, di nero e di rosso?
  2. La luce è più forte. Oggi possiamo sperimentare la luce che brilla nelle tenebre, la luce che esiste anche se insieme alla sofferenza e al dolore… Riconosci, nella tua vita, segni della luce?
  3. Unità piena. Anche tu ti senti perduto, diviso, lontano da Dio e dagli altri? Tu riconosci dentro di te quest’anelito all’unità? Hai sperimentato nella tua vita l’unità con gli altri, quell’unità che Dio sempre offre nella misura in cui rimaniamo uniti a Lui?
  4. Relazione vita-morte. Viviamo nella nostra vita l’esperienza della relazione tra la vita e la morte? Sappiamo unire le due dimensioni?
  5. Le parole che non passano. Le tue parole sono di luce o sono parole che distruggono?




Scarica il foglietto per la stampa: 07 PARTECIPANTE – 18 NOVEMBRE

Un regno differente (Gv 18,33b-37) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo (Gv 18,33b-37)

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».

Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

 


Per la meditazione personale

  1. Altri ti hanno già parlato di me. Autenticità: come agisci, giudichi, parli…? A partire da ciò che tu stesso hai vissuto, o da ciò che senti dire dagli altri?
  2. Il re di altri non mi interessa. Noi, come Pilato, rifiutiamo di entrare nella vita dell’altro pensando che non è nostra competenza? Quanto ti impegni per l’altro?
  3. Dall’essere al fare. Consideriamo e giudichiamo l’altro più per quello che fa che per quello che è? Riusciamo a vedere la profonda identità dell’altro, il suo essere figlio di Dio?
  4. Pilato rappresenta tutti noi che quando vogliamo ottenere una risposta su un argomento e perdiamo la capacità di ascoltare il resto… Potremmo interrogarci sulla nostra capacità di ascoltare veramente l’altro…
  5. Siamo chiamati, insieme a Gesù, a testimoniare la verità, attraverso i gesti che Egli ci ha insegnato. Quanto gli altri, guardandomi, vedono il volto del Padre?
  6. Verità. Siamo della verità, accogliamo la verità, che è la verità dell’amore, del servizio, nella nostra vita, ascoltando la voce del Pastore che ci conduce a ciò?



Scarica il foglietto per la stampa: 08 PARTECIPANTE – 25 NOVEMBRE

Gli ultimi tempi: già e non ancora (Mc 13,24-32) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo (Mc 13,24-32)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».



Per la meditazione personale

  1. I colori degli ultimi tempi. Guardiamo alla nostra vita: sarà che la nostra vita si colora, molto o poco, di nero e di rosso?
  2. La luce è più forte. Oggi possiamo sperimentare la luce che brilla nelle tenebre, la luce che esiste anche se insieme alla sofferenza e al dolore… Riconosci, nella tua vita, segni della luce?
  3. Unità piena. Anche tu ti senti perduto, diviso, lontano da Dio e dagli altri? Tu riconosci dentro di te quest’anelito all’unità? Hai sperimentato nella tua vita l’unità con gli altri, quell’unità che Dio sempre offre nella misura in cui rimaniamo uniti a Lui?
  4. Relazione vita-morte. Viviamo nella nostra vita l’esperienza della relazione tra la vita e la morte? Sappiamo unire le due dimensioni?
  5. Le parole che non passano. Le tue parole sono di luce o sono parole che distruggono?



Scarica il foglietto per la stampa: 06 PARTECIPANTE – 11 NOVEMBRE

Due maestri a confronto (Mc 12,38-44) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo (Mc 12,38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».



Per la meditazione personale

  1. Azione di gruppo o scelta personale. Agiamo su una scelta personale, basata sul vangelo o facciamo ciò che fanno gli altri?
  2. Contro l’uso improprio del ruolo. Come usiamo l’autorità che viene dal nostro ruolo, nella famiglia, nella società, nella chiesa? “Abusiamo” del potere?
  3. Gli atteggiamenti degli scribi. Sono quelli del narcisista, che mette se stesso prima di tutto e di tutti. Il nostro io è al centro o c’è spazio per gli altri?
  4. Gli atteggiamenti della vedova. Lasciare le cose che ci danno sicurezza significa metterci sotto gli occhi di Dio, confidando che il Padre fornirà tutto ciò di cui ho bisogno. Come vivo questo aspetto della mia vita in relazione alle cose di cui ho bisogno, alle mie necessità? Riesco a donare anche il necessario, o la mia condivisione con Dio e gli altri è limitata al solo superfluo?
  5. Avvicinare a Dio. Con la nostra vita e i nostri atteggiamenti mostriamo il volto di Dio, aiutiamo gli altri ad avvicinarci a Lui, o contribuiamo a creare una barriera tra Dio e l’umanità?

Scarica il foglietto per la stampa: 06 PARTECIPANTE – 11 NOVEMBRE



Due maestri a confronto (Mc 12,38-44) – Foglietto partecipante

Lettura del Vangelo (Mc 12,38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».



Per la meditazione personale

  1. Azione di gruppo o scelta personale. Agiamo su una scelta personale, basata sul vangelo o facciamo ciò che fanno gli altri?
  2. Contro l’uso improprio del ruolo. Come usiamo l’autorità che viene dal nostro ruolo, nella famiglia, nella società, nella chiesa? “Abusiamo” del potere?
  3. Gli atteggiamenti degli scribi. Sono quelli del narcisista, che mette se stesso prima di tutto e di tutti. Il nostro io è al centro o c’è spazio per gli altri?
  4. Gli atteggiamenti della vedova. Lasciare le cose che ci danno sicurezza significa metterci sotto gli occhi di Dio, confidando che il Padre fornirà tutto ciò di cui ho bisogno. Come vivo questo aspetto della mia vita in relazione alle cose di cui ho bisogno, alle mie necessità? Riesco a donare anche il necessario, o la mia condivisione con Dio e gli altri è limitata al solo superfluo?
  5. Avvicinare a Dio. Con la nostra vita e i nostri atteggiamenti mostriamo il volto di Dio, aiutiamo gli altri ad avvicinarci a Lui, o contribuiamo a creare una barriera tra Dio e l’umanità?

Scarica il foglietto da stampare:  06 PARTECIPANTE – 11 NOVEMBRE

 

La scala dell’amore – Partecipante

Lettura del Vangelo (Mc 12,28b-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

 


Per la meditazione personale

  1. Sulla mia capacità di ascolto: Amo Dio se ascolto e vivo la sua volontà… amo i fratelli se li ascolto interiormente e comprendo le loro vere esigenze, facendo il mio amore concreto, come quello di Dio per noi…
  2. Quale di queste parole senti più forte in questo momento della tua vita?

amerai                         il Signore                    tuo Dio                            con tutto

il tuo cuore                la tua anima,             la tua mente                 la tua forza

  1. Le persone che oggi hai incontrato: Chi hai incontrato nel cammino, oggi? E che cosa ti hanno chiesto? Quali ferite ti hanno chiesto di curare? Con quale amore puoi amarle…?
  2. Come te stesso: E tu, ti stai “amando”? Stai dedicando tempo per te, a livello fisico, psicologico, spirituale?
  3. Hai una domanda da fare a Dio? Se ti poni sotto di lui, sotto il suo sguardo, egli ti conferma, e ti riempie il cuore di gioia

 

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05 PARTECIPANTE – 4 NOVEMBRE



Un incontro che cambia la vita (Mc 10,46-52) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».

Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


Per la meditazione personale

  1. Nella folla che segue Gesù. Un giorno sei partito nel viaggio per seguire Gesù. Perché? E ora, oggi, perché continui a seguirLo? Cosa ti aspetti da lui?
  2. Identità. A chi appartieni oggi? Chi costruisce la sua identità, oggi; chi è il tuo riferimento?
  3. Carenza. Cosa manca alla tua vita? Qual è la tua parte “oscura”, senza luce?
  4. Postura. Stai “camminando” o “stai seduto ai margini”, oggi?
  5. Spazio. Sei nell’atteggiamento di andare incontro all’altro o ti aspetti che gli altri vengano da te? Sei in grado di fare il primo passo verso l’incontro? O ti chiudi?
  6. Tempo Cosa stai attendendo? Qual è la tua speranza?
  7. Un Dio che passa. Senti la voce di Dio che passa nella tua vita? Cosa devi lasciare per poter andare libero incontro a Lui?
  8. Allontanare o avvicinare. In relazione ad altri che hanno bisogno di Dio, io sono chi cerca di abbattere la speranza o colui che la riaccende e incoraggia?

Scarica il foglietto:   04 PARTECIPANTE – 28 OTTOBRE




Il cammino per essere grandi (Mc 10,35-45) – PCP Participante

Lettura del Vangelo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».



Per la meditazione personale

  1. Faccia a faccia con Gesù. Nel mio dialogo con Dio, prendo in considerazione ciò che mi ha già chiaramente detto?
  2. Il desiderio. Qual è il mio più grande desiderio? Ha a che fare con il potere, la grandezza, il primato?
  3. Rivendicazioni. Mi aspetto qualcosa da Lui in cambio di ciò che faccio per Lui e per la Chiesa?
  4. Discordia e ingiustizia. Nella vita comunitaria mi sento messo a un livello inferiore, percependo l’ingiustizia?
  5. Essere schiavo per essere grande. Che relazione vivo con gli altri membri della mia comunità? Ho il coraggio di amare come uno “schiavo”?
  6. Nella mia comunità incontro… Paura o serenità? Giudizio o accoglienza? Critica o incoraggiamento? Spegnimento della “fiamma” o invocazione dello Spirito per coloro che sono in difficoltà? Pretesa o testimonianza che illumina?
  7. Donare la vita. A chi, oggi, sto donando la mia vita?

Scarica il foglietto: 03 PARTECIPANTE – 21 OTTOBRE



La prospettiva del dono (Mc 10,17-30) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».

Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».



Per la meditazione personale

  1. Il mio tipo di relazione. Il bambino sulle ginocchia di Gesù, e un uomo ricco, inginocchiato davanti a Gesù: chi dei due riflette il nostro atteggiamento?
  2. Dare per avere: l’ottica del merito. Ho l’atteggiamento di offrire a Dio alcune cose, aspettandomi in cambio qualcosa da Lui?
  3. Uscire dai pregiudizi:. Come misuro la bontà di Dio nella mia vita? Che criteri uso?
  4. Passare dallo “scambio” al “dono”. C’è qualcosa, oggi, che mi tiene legato e che non mi permette di offrire totalmente la mia vita a Dio?
  5. Chiamato a una relazione piena e moltiplicata. Sono più importanti per me le cose o le persone? Mi rendo conto che, in Dio, le mie relazioni crescono?
  6. Persecuzioni oggi. Anch’io vivo persecuzioni per il mio essere cristiano cattolico?
  7. Confidare e abbandonarsi Dio dell’impossibile. Ho fede che Dio può liberarmi da tutto ciò che “occupa spazio” e che non mi permette di raggiungere la felicità piena?

Scarica il foglietto02 PARTECIPANTE – 14 OTTOBRE



Chiamati all’unità (Mc 10,2-16) – PCP Partecipante

Lettura del Vangelo (Mc 10,2-16)

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

 


Per la meditazione personale

  1. Due diverse prossimità: unità e divisione. Nel tuo gruppo, comunità, famiglia… cerchi unità o sei causa di divisione?
  2. Cercare risposte ovvie: sei nell’atteggiamento di ascoltare ciò che Dio vuole dirti o hai già le tue risposte e aspetti solo che Dio solo le confermi?
  3. Tornare al principio: cosa rappresenta oggi, per te, quel telo nero che ha simbolizzato la divisione a causa del peccato del principio?
  4. L’uomo chiamato ad agire come Dio: oggi, scegli di agire come Dio, e di essere arancione (fonte di unità) o di essere nero (colui che divide)?
  5. Imparare l’unità dei bambini: il tuo cuore, in questo momento della tua vita, è libero di amare come il cuore di un bambino, nella fiducia piena in Dio?

Scarica il foglietto: 01 PARTECIPANTE – 7 OTTOBRE